Colmegna: il ricordo di due Antifascisti della prima ora

13 dicembre 2020 di anpivarese

PROFESSOR PASSERA GIOVANNI rid15 Dicembre 1935: la locale  sezione del fascio, in una nota  riservata, fornisce al Podestà di Maccagno, comm. Palinuro Bellenghi, circostanziate informazione su alcuni oppositori del regime della frazione Colmegna.

Si segnala prima di tutto il prof. Giovanni Passera, vicepresidente del consiglio direttivo dell’Asilo, «noto per i suoi sentimenti antifascisti. Non si recò alle urne nel plebiscito del 1928 e, malgrado fosse stato più volte avvertito verbalmente o per scheda, rifiutò di recarsi alle urne anche in occasione dell’ultimo plebiscito. In un pubblico esercizio di Colmegna ancora nel 1934 inveiva contro le organizzazioni del regime affermando che tutti i denari dati per le tessere non servono che per far scorazzare i gerarchi in auto» .

Altra figura da tener sotto controllo il segretario dell’Asilo, don Giuseppe Guaitini.

 «Unico fra i quattro parroci del Comune di Maccagno non si recò alle urne nei due plebisciti. Con il prof. Passera formano un’unica anima nera» La lettera, rinvenuta nell’archivio comunale di Maccagno, reca la firma del segretario del fascio, Enrico Manci ed ha come oggetto «associazione a delinquere nell’Asilo di Colmegna».

Dalle minacce si passò ben presto ai fatti. Uscendo una sera dall’antica osteria Belloni, poco lontana dalla sua abitazione, nonostante fosse un grande invalido privo di un braccio, il prof Passera fu aggredito da alcuni giovinastri che, in segno di disprezzo gli tagliarono la lunga barba fluente.

Quell’onta immeritata finì per ripercuotersi pesantemente sul suo stato di salute. Morirà il 1° novembre 1938. Eppure era stato una personalità insigne. Docente di Matematica e scienze a Chiari e  presso la Reale Scuola Tecnica «Felice Casorati»  di Pavia, nel 1915 ricevette dal Ministero della Pubblica Istruzione la nomina a membro della Giunta Provinciale delle scuole medie e nel 1923 entrò a far parte del ruolo d’onore dei reali istituti. Colmegna gli dedicò una piazza, ma negli anni ‘70 il comune di Luino decise di mutarne l’intitolazione.

Don Guaitini, dopo aver celebrato il suo 50° di sacerdozio,  a causa di un progressivo deterioramento delle sue condizioni di salute, nel 1936 lasciò il paese e si ritirò presso il ricovero Ronzoni di Besozzo. Di lui don Angelo Frascoli, parroco di Maccagno Inferiore, scriverà: «Sacerdote zelante, delicato, per tanti anni fece il bene a Colmegna senza ricevere purtroppo frutti corrispondenti alle sue fatiche»

A cura del prof. Emilio Rossi, Presidente della Sezione ANPI di Luino